MBSR: testimonianze in prima persona

Durante la seduta conclusiva del protocollo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction, clicca qui per maggiori informazioni) chiediamo ai nostri partecipanti di compilare un brevissimo questionario di tre domande sul percorso appena svolto. Abbiamo deciso di pubblicare alcune di queste risposte con la speranza che possano essere d’aiuto a chi ancora non ha preso parte ad un protocollo MBSR ed è curioso di sapere cosa ne pensino i nostri vecchi partecipanti. Insomma, una sorta di “dicono di noi”. Buona lettura!

In che cosa ti ha aiutato questo protocollo?

A gestire le mie emozioni in modo costruttivo. Mi ha insegnato a:
a) ascoltare le variazioni del mio corpo
b) leggere i miei pensieri, e osservarmi dall’esterno
c) smettere di giudicarmi
d) mettere un filtro tra me e un problema, tutelandomi —Anonimo

A ridurre l’ansia del tempo, a godermi i bei momenti e ad individuare più in fretta le situazioni “spiacevoli” e di conseguenza decidere in modo più “libero” se provare a cambiarle o accettarle a seconda della situazione. Ascoltare/parlare senza aspettare per tutto una risposta. —G.F. Torino

Mi ha dato modo di esprimere il “non giudizio” e di conseguenza di essere meno esigente e negativa verso me stessa. —A.N. Torino

Intanto mi ha aiutato a prendere coscienza di lati di me dapprima sconosciuti. Mi sono conosciuta di più. Mi ha ridato la capacità di riprendere contatto con me stessa e con gli eventi che mi circondano con le sensazioni e le emozioni. Mi ha aiutato a rallentare nei ritmi concedendomi più attenzione ai particolari della giornata. Ho goduto di nuovo di piaceri e dispiaceri. Ho riso, ho pianto, ho sentito, ho visto, ho ascoltato, ho gustato. —V.S. Torino

Mi ha aiutato a prendere contatto con le mie emozioni nel quotidiano, a rendermi conto delle reazioni fisiche e dei giudizi e dei pensieri che emergono. —B.P. Torino

Ad essere più consapevole nelle relazioni con gli altri e ad affrontare meglio le situazioni di stress quotidiano. Sto provando a fatica a sospendere i giudizi e le etichette che troppo spesso do a me e agli altri. —G.R. Torino

Ad imparare a prendere e gestire spazi e tempi per me, riflettendo consapevolmente sul momento presente. —M.L. Torino

Mi ha aiutato a prendere consapevolezza di quanto il mio comportamento quotidiano sia “staccato” da quello che faccio (la fuga ricorrente nei pensieri) e mi ha fatto capire che molte delle idee che alimentavo su me stesso erano almeno in parte frutto di questo fuggire della mia mente dalla realtà. —S.D. Torino

Mi ha permesso di alzare lo sguardo dai miei pensieri e sui miei pensieri, ogni tanto. Mi ha regalato attimi di consapevolezza su attività che svolgevo da anni e sugli automatismi ad esse legati, cosa di cui non mi ero mai accorto. —Anonimo

A gestire meglio le situazioni di stress. A riconoscere i momenti belli da quelli brutti. —A.C. Torino

Mi ha aiutato a mettere a fuoco le mie reazioni rispetto allo stress da situazioni difficili. Mi ha aiutata a gestire meglio i conflitti. Mi ha aiutato a prendermi un impegno e a rispettarlo col piacere di rispettarlo e non per dovere. Mi ha fatto sentire i cambiamenti e riconoscere lo stress negli altri. —F.R. Torino

Il protocollo mi ha aiutato a percepire il mio corpo, i disagi che sento tutte le volte che provo una sensazione spiacevole, a guardare le mie emozioni e reazioni da lati diversi; cerco sempre di vedere se c’è una soluzione diversa da quella che istintivamente il mio stress mi detta. —M.D. Torino

Nella quotidianità delle relazioni. Ritrovare ogni volta la serenità, nel momento, per affrontare le situazioni complesse -> famiglia, lavoro. Mi ha aiutata anche a fare chiarezza tra le priorità e gli obiettivi della mia vita. —L.F. Torino

 

In che modo, la partecipazione a questo protocollo ha influito sul tuo modo di gestire lo stress?

Mi ha fatto spostare l’emozione negativa in 3° persona (Es: c’è ira in me), ridimensionando immediatamente la reazione da stress. Non essendo io il soggetto né la vittima.
Mi ha fatto spostare il focus dalla mia mente al mio corpo (cosa capita a L. quando è arrabbiata?). Essendo presa ad osservarmi mi “dimentico” perché mi sono innervosita e mi calmo! —Anonimo

A sentirmi più libera nella gestione del tempo (rinunciare o accettare impegni, non vergognarmi di dire “stasera non esco perché sono stanca”). Ad accettare le situazioni stressanti e a riconoscerle anche se non si possono cambiare. A sospendere il giudizio davanti a situazioni vecchie e nuove che mi generano ansia e stress. —G.F. Torino

Mi ha resa più consapevole di meccanismi che utilizzo  durante una situazione di stress o ansia. Il proposito, o la speranza futura, è quello di riuscire a modificarli.  —A.N. Torino

Mi ha reso intanto consapevole di star vivendo un evento stressante. Mi ha aiutato soprattutto a consapevolizzare la mia reazione a questo, come reagisco, come divento. —V.S. Torino

Ancora non lo so. Sicuramente mi ha fatto capire quando attivamente qualcosa mi stressa. —B.P. Torino

Qualche volta ora riesco ad essere consapevole di certe reazioni del corpo che si presentano legate a una situazione di stress e questo mi permette per un attimo di fermarmi e provare a razionalizzare quanto accade. —G.R. Torino

La partecipazione ha influito nella capacità di ridurre la necessità del giudizio soprattutto verso me stesso, sempre e spesso immotivatamente. A concentrarmi di più sul momento attuale riportando l’attenzione e la consapevolezza su ciò che sto facendo vivendo in quel momento specifico. A sentire il mio corpo nelle sue varie parti.  —M.L. Torino

Mi ha permesso di inserire gli eventi stressanti all’interno di una prospettiva più ampia che me li fa apparire minimizzati, cioè meno insormontabili. —S.D. Torino

Penso che la consapevolezza del fatto che la reazione da stress primo o poi si disattivi aiuta molto; se si mantiene uno sguardo sulla propria reazione da stress, molto spesso i sentori ad essa legati mi scorrono prima del tempo. —Anonimo

Ascoltando il mio tono di voce e quindi cercare di modificarlo. —A.C. Torino

Riportare l’altrove al corpo e al respiro, cercare la terra quando la testa è troppo nell’aria. In altri casi ho percepito quello che succedeva subito dopo, in altri casi durante. E’ stato spesso come essere testimoni di quello che accadeva. E’ stato tranquillizzante. —F.R. Torino

Ho riscontrato la voglia di guardarmi dentro sia prima che dopo fatti poco piacevoli di forte stress. Valuto la mia reazione, provo a riportare l’attenzione al mio respiro che ormai considero come un vecchio buon amico che sa infondere calma e fiducia. —M.D. Torino

Nella pratica ho utilizzato molto l’ancoraggio del respiro nel momento in cui stavo vivendo la situazione stressante. In generale, tutte le pratiche, soprattutto quelle in movimento mi riportavano e mi riportano a una sensazione di leggerezza che ridimensiona tutte le fonti di stress. Utili, molto i momenti di condivisione. —L.F. Torino

 

Che motivazioni ti hanno spinto a partecipare? Hai trovato strumenti utili in merito?

Un periodo molto stressante, alla ricerca di me stessa, dei miei obiettivi, mi ha spinto a cercare nuovi strumenti per utilizzare la resilienza. —Anonimo

Curiosità, “incapacità” di gestire tempo e impegni, affinità con il percorso professionale di psicologa. —G.F. Torino

Ero curiosa di sperimentare personalmente la pratica dopo averla studiata sui libri. —A.N. Torino

Ritrovare contatto con me stessa, bisogno di stare con me, sentirmi prima io con me per sentire anche gli altri. —V.S. Torino

La curiosità in merito e la ricerca di  una maggiore consapevolezza di me. —B.P. Torino

Avevo voglia di prendermi dello spazio per me e provare a conoscermi meglio e ho fatto delle scoperte sorprendenti. —G.R. Torino

Volontà di apprendere nuovi strumenti e approcci nuovi alla vita di ogni giorno. Riflettere meglio su come migliorare alcuni aspetti che notavo essere crescenti e “invasivi”: troppi pensieri sbilanciati sul futuro, incapacità di rallentare i pensieri. —M.L. Torino

La mia motivazione era il desiderio di acquisire nuovi strumenti ma ero spinto anche da forte curiosità, e credo che il lavoro di queste 8 settimane mi abbia dato ciò che cercavo. In alcune occasioni stressanti ho sentito la consapevolezza. —S.D. Torino

Curiosità. Ascoltare il mio corpo. —A.C. Torino

La determinazione e anche il percepire dei cambiamenti sin da subito. Mi è piaciuto il confronto con il gruppo e sentire che eravamo tutti nella stessa difficoltà. Nelle condivisioni mi risuonavano le parole degli altri. —F.R. Torino

La motivazione che mi ha portato fin qui è stato il periodo della mia laurea, dove M non riconosceva più M, si era sviluppato un mostro dentro me che volevo cacciare via. Lo strumento che più mi è stato utile è stato il respiro, che mi ancora al momento che vivo. —M.D. Torino

Curiosità dopo aver letto alcuni libri e aver partecipato ad un Master in Psicologia dello Sport in cui avevo seguito un modulo sulla Mindfulness. —L.F. Torino

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