Jack Kornfield: la paura e la rabbia nella vita di tutti i giorni

Avversione, rabbia e odio sono stati d’animo che colpiscono la nostra esperienza, la allontanano da noi, facendoci rifiutare ciò che è presente nel momento.

Dobbiamo rassegnarci a comprendere che questi stati d’animo non vengono dall’esterno: questa intuizione è un’inversione del modo ordinario in cui percepiamo la vita. “Di solito – dice il mio maestro Ajahn Chah – crediamo che i problemi esterni ci attacchino”. Le cose sono sbagliate e le persone si comportano male, causando il nostro odio e la nostra sofferenza. Ma per quanto dolorose possano essere le nostre esperienze, sono solo esperienze dolorose finché non aggiungiamo la nostra risposta di avversione o odio. Solo allora sorge la vera sofferenza. Se reagiamo con odio e avversione, queste qualità mentali diventano abituali. Come una risposta autoimmune distorta, la nostra reazione sbagliata di odio non ci protegge, piuttosto, diventa la causa della nostra continua infelicità.

Come possiamo rompere questo tragico circolo vizioso? Solo attraverso una profonda comprensione della rabbia, dell’odio e dell’avversione. Sono energie universali, forze archetipe che causano immense sofferenze nel mondo. La loro fonte deve essere rintracciata nel profondo dei nostri cuori umani. E solo allora scopriremo una verità incredibile: con compassione, con coraggio e impegno, noi possiamo incontrare le forze aggressive della nostra mente e degli altri, e possiamo trasformare queste energie.

Importantissimi socio-biologi come Konrad Lorenz e Robert Ardrey sono arrivati ad ipozzare che la nostra specie, come le scimmie e molti altri animali, porta dentro di sè istinti necessari e inevitabili di territorialità e aggressività. Oggi, la biologia evolutiva e la neuroscienza si occupano attentamente della funzione genetica e dei meccanismi neurali dell’aggressività. Ma il fatto che aggressività, rabbia e avversione siano incorporate nella nostra eredità universale è solo il punto di partenza della psicologia contemplativa. Dopo aver appreso come affrontarli direttamente, per vedere come si presentano e come funzionano nella nostra vita, dobbiamo fare un passo rivoluzionario. Attraverso la profonda pratica dell’intuizione saggia, attraverso la non identificazione e la compassione, ci liberiamo dalla presa di queste forze istintive. Con la dedizione, scopriamo che è possibile farlo.

Avversione e rabbia si manifestano quasi sempre come reazione diretta a una situazione minacciosa o dolorosa. Se non vengono osservati e capiti, crescono e si trasformano in odio. Come abbiamo visto, il dolore e la perdita sono parti innegabili della vita umana. I testi antichi parlano di una vera e propria montagna di dolore e ci dicono che le nostre lacrime di dolore potrebbero riempire tutti e quattro i grandi oceani.

Così come il dolore, la paura è l’altro predecessore comune della rabbia e dell’odio: la paura della perdita, del dolore, dell’imbarazzo, della vergogna, della debolezza, del non sapere. Quando sorge la paura, rabbia e avversione funzionano come strategie per aiutarci a sentirci sicuri, per dichiarare la nostra forza e sicurezza. In realtà, ci sentiamo davvero insicuri e vulnerabili, ma copriamo questa paura e vulnerabilità con rabbia e aggressività. Lo facciamo al lavoro, nel matrimonio, nelle relazioni, in politica. Una situazione di paura diventa rabbia quando non possiamo ammettere di avere paura. Scrive il poeta Hafiz: “la paura è la stanza più economica della casa. Preferisco vederti in condizioni di vita migliori”.

Senza intenzione, siamo condannati a vivere le nostre vite in questa stanza economica. Fortunatamente, possiamo allenarci a vivere con consapevolezza, a incontrare paura e dolore con saggezza invece che con avversione e rabbia. Quando si presenta un evento doloroso o minaccioso, possiamo aprire gli occhi e vederlo da vicino. Quando impariamo a sopportare il nostro dolore e ad affrontare le nostre paure, allora, e solo allora, non lo infliggeremo più a noi stessi e agli altri. Con la consapevolezza, invece di reagire, possiamo rispondere con chiarezza, intenzione, fermezza e compassione. Una risposta saggia include qualsiasi azione, feroce a volte, a patto che questa sia la più premurosa nei confronti della vita, nostra e altrui. Immagina una mente sana e libera dall’odio. All’inizio questo potrebbe sembrare impossibile, un tentativo idealistico di imporre decoro alla nostra natura umana innatamente aggressiva. Ma la libertà dall’odio non è una repressione spirituale, è saggezza di fronte al dolore e alla paura. In una sana risposta al dolore e alla paura, stabiliamo consapevolezza prima che diventi rabbia. Per farlo dobbiamo imparare a tollerare il nostro dolore e la nostra paura. Questo non è facile. Come ha detto James Baldwin, “moltissime persone scoprono che quando l’odio non c’è più, sono costrette ad affrontare il proprio dolore”.

Jack Kornfield

Testo originale qui: https://jackkornfield.com/fear-and-anger/

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