Smetti di pensare con la Mindfulness! (anche no, grazie) – Sfatiamo un luogo comune

Negli ultimi anni, la Mindfulness è salita alla ribalta a livello scientifico e, di conseguenza, anche a livello mediatico. La costante ricerca del sensazionalismo ha portato purtroppo ad alcuni grossolani errori e luoghi comuni sul significato della pratica di consapevolezza. Sfatiamone uno.

Dal 2001 sono stati pubblicati su riviste scientifiche specializzate di medicina, psicologia e neuroscienze circa 3500 articoli riguardanti la Mindfulness, che al giorno d’oggi è senza ombra di dubbio un campo di ricerca interessante, ricco di nuovi sviluppi teorici e di importanti applicazioni cliniche. Molti di questi risultati sono stati ripresi da giornali più “mainstream” e la ricerca del titolone acchiappaletture, a volte, ha portato a degli equivoci enormi sulle intenzioni di fondo della pratica Mindfulness.

“Mindfulness? Un antidoto per smettere di pensare!”

“Elimina i pensieri negativi con la Mindfulness!”

Vi immaginate quanto sarebbe bello silenziare la mente ed eliminare tutti quei pensieroni negativi con cui abbiamo, nostro malgrado, a che fare per buona parte della nostra giornata? Sarebbe davvero fantastico se fosse così, ma la realtà è un’altra e, come spesso accade, è diversa dalle nostre aspettative.

Mindfulness e pensieri

Meditare non vuol dire spegnere i pensieri, ma l’esatto contrario. Quando pratichiamo entriamo in contatto diretto con la nostra mente e abbiamo la possibilità , a poco a poco, di vedere quanto a volte questa ci inganni, indirizzi e limiti il nostro comportamento.

Il nostro pensiero condiziona enormemente la percezione del momento presente ma molto spesso lo fa in maniera davvero poco accurata, basandosi principalmente sulle nostre esperienze passate. Quante volte ci siamo lasciati prendere dai nostri pregiudizi, dalle nostre opinioni personali, magari poco informate, e dalle nostre reazioni solo perché “abbiamo sempre fatto così”?

Non è utile scacciare i pensieri negativi: ritorneranno, più forti di prima e ci prenderanno alla sprovvista perché pensavamo di averli sconfitti definitivamente. E’ impossibile smettere di pensare, i pensieri emergono senza il nostro volere e, se non riconosciuti ed osservati per quello che sono, possono impedirci di vedere chiaro nel presente, l’unico momento in cui viviamo.

La Mindfulness non crea e non elimina nulla: ci mette di fronte alla realtà, alla nostra mente ed ai nostri pensieri così come sono. Ci da la possibilità di osservarli senza farci invischiare e trascinare nel loro vortice. Questo ci permette di sviluppare ricettività, responsività ed apertura verso quello che ci succede nella vita quotidiana.

Non c’è davvero nessun bisogno di stoppare o evitare qualsiasi cosa ci capiti: può sembrarci controintuitivo e difficile, ma molto spesso anche la realtà lo è.

In fondo in fondo… che mondo sarebbe senza pensieri? J

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Prenditi in giro! Sfidare la mente giudicante con l’umorismo

Se siete seri, siete bloccati: l’umorismo è la via più rapida per invertire questo processo. Se potete ridere di una cosa, potete anche cambiarla. (Richard Bandler)

 

Prendiamoci due minuti del nostro prezioso tempo, fermiamoci e facciamoci una semplice domanda: sono ancora in grado di ridere di me stesso?

Può sembrare una domanda scontata, stupida, forse addirittura inutile, ma non lo è.

In generale, tendiamo sempre a prenderci troppo sul serio e forse questo è dovuto alla nostra cronica incapacità di staccarci dai nostri pensieri. Siamo sempre troppo dentro i nostri giudizi per poter fare un passo indietro e poterli osservare nella loro effimera essenza.

Così come è difficile muoverci quando siamo invischiati nelle sabbie mobili, allo stesso modo è davvero difficile ridere di noi e della nostra mente giudicante quando ne siamo sottomessi oppure quando la facciamo diventare l’unica portatrice di realtà. “Ci perdiamo nel pensiero” e quando prendiamo i nostri pensieri troppo sul serio è davvero difficile uscirne vivi.

Quando diamo costanza alla pratica quotidiana personale, ci accorgiamo pian piano che noi non siamo i nostri pensieri: questa è una frase forse abusata ma che rispecchia la realtà alla perfezione. La pratica Mindfulness sembra quasi sussurrarci: “Prendiamoci alla leggera, prendiamoci con umorismo, prendiamoci gioco della nostra mente giudicante”.

Molto spesso la nostra mente ci racconta che non siamo capaci, che non ce la faremo mai, che siamo fatti così, che non potremo mai cambiare, che siamo grassi, brutti, indegni, stupidi, che tutto è troppo difficile, che non abbiamo scampo… Ma è davvero la realtà delle cose?

Bene, in queste situazioni è possibile ribattere con un sorriso: “Eccoti qui, mente giudicante. Grazie per la tua splendida opinione”. “Oh, riecco Radio Giudizio!”. “Dici che non ce la farò mai? Sì, certo, ti voglio bene anche io”. “Sono stupido? Ah beh, senti chi parla”.

Ridere di noi stessi, dei nostri pensieri e della nostra infelice tendenza ad eleggerli come nostri unici consiglieri, fa bene. E se iniziamo coi pensieri, ci accorgeremo che sarà possibile farlo coi nostri sbagli, le nostre reazioni, con qualsiasi cosa riguardi la nostra vita quotidiana.

Più ridiamo di noi, più siamo gentili con noi stessi. E se ridiamo di qualcosa, vuol dire che l’abbiamo già accettato.

I pensieri? Una risata li seppellirà.

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