“Eccoti qui, rabbia!”: un piccolo miracolo quotidiano

Molto spesso, quando ci sentiamo con le spalle al muro, tendiamo ad innescare il pilota automatico e a reagire istintivamente. In quei momenti, una mente allenata a stare nel presente diventa una preziosissima alleata.
 “Quando mi ritrovo nel bel mezzo di una comunicazione telefonica difficile, mi capita spesso di arrabbiarmi. Il primo gesto é quello di gettare a terra il telefono, quasi come se il telefono in quel momento diventasse la persona che mi ha fatto arrabbiare…ne ho già rotti parecchi…Ieri mi é di nuovo successo, ma, mentre lo stavo lanciando, é arrivato un briciolo di consapevolezza. “Eccola qui, la rabbia”, e subito mi sono sentito meno teso. Ho rimesso il telefono in tasca. Forse é la volta buona, forse mi comprerò uno smartphone e non più un Nokia con lo schermo verde”.
Questo é quello che ha detto un partecipante ad un corso MBSR, durante il settimo incontro.
In questa frase c’è (molta) pratica di consapevolezza, c’è intenzione, c’è senso dell’umorismo, c’è la verità del momento. E questi sono tutti ingredienti preziosi per lavorare sui nostri schemi di reazione, le nostre modalità tipiche di comportamento in cui ci rifugiamo quando ci sentiamo con le spalle al muro. Quasi come se a muoverci, o a tenerci bloccati, fosse una sorta di pilota automatico. Rabbia, paura, tristezza, apatia si impossessano di noi, ci portano portano altrove, ci fanno cadere in un loop che conosciamo benissimo. In quelle occasioni diventiamo, nostro malgrado, spettatori poco consapevoli e passivi.
Lavorare sull’attenzione può regalarci straordinari momenti di lucidità consapevole. Anche, e soprattutto, quando ci ritroviamo sopraffatti dalla rabbia, schiacciati dal senso di colpa e dai nostri giudizi, immersi nella tristezza, persi in pensieri autosvalutanti e ossessivi.
In quei momenti fermiamoci e respiriamo. Facciamo spazio a quello che c’è.
Non è tempo sprecato: accompagnamo l’attenzione sulle sensazioni fisiche del momento, sulle emozioni che sentiamo e sui pensieri che emergono. In quel momento avviene un piccolo miracolo: la pausa ci permette di riconoscere la nostra reazione e facilita la risposta. Come se fermassimo un film già visto migliaia di volte e iniziassimo a guardarne uno nuovo.
Una mente allenata a stare nel presente é in grado di indirizzare le nostre azioni: il cellulare scagliato a terra é reagire, il cellulare rimesso in tasca é rispondere.
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