L’esperienza spiacevole: quando il “non mi piace” diventa pratica

L’esperienza spiacevole è sicuramente una costante della nostra giornata. E’ possibile renderla un’occasione preziosa di pratica?

“Non mi piace stare nel traffico”.

“Non mi piace annoiarmi”.

“Il nuovo collega non mi piace per nulla”.

Questi sono solo alcuni dei pensieri che emergono costantemente durante la nostra quotidianità e molto spesso, quasi sempre, non ci rendiamo conto di quanto queste velocissime etichette mentali ci precludano buona parte dell’esperienza presente.

La nostra naturale tendenza ad etichettare molti momenti, esperienze, avvenimenti della nostra giornata come spiacevoli è uno dei primi temi che vengono affrontati durante il percorso MBSR. Ci siamo mai chiesti quanto i piccoli giudizi che si formano dalle nostre esperienze di vita influenzino enormemente il nostro modo di percepire la realtà?

Un semplice (pre)giudizio è in grado di farci provare avversione, non ci permette di essere aperti e ricettivi e restringe il repertorio possibile del nostro comportamento.

La pratica di consapevolezza ci offre la possibilità di portare attenzione pura anche e soprattutto a questi momenti che la nostra mente definisce come spiacevoli. Un’attenta presenza mentale coltivata con fiducia è in grado di modificare l’esperienza, ci può mostrare chiaramente i nostri schemi mentali di rifiuto e ci permette di approcciarci con curiosità a quello che sta succedendo.

Quando ci troviamo di fronte allo spiacevole, fermiamoci, facciamo una pausa ed esploriamoci: cosa succede nel mio corpo? Ci sono pensieri? Osservo la tendenza a voler evitare questa situazione?

Una piccola pausa può aprirci, liberarci e, magari, farci notare che il traffico, la noia, il nuovo collega e molte altre cose sono possibilità e opportunità di pratica, non impedimenti alla felicità.

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